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Le opere di Anna Maria Li Gotti evidenziano la perenne antitesi fra la spiritualità e l'immanenza, il razionale e l'emotivo, l'eterno ed il transeunte, senza indicare risposte, per forza di cose, dogmatiche, ma ponendo una serie di domande sul senso della vita e sul destino umano.

 



La Pittura di Anna Maria Li Gotti si inserisce in un processo estetico e culturale con caratteri originali, che fanno pensare alla maturazione di una svolta importante: l'arte non è più rappresentazione cromatica della realtà come all'epoca dell'impressionismo,  né tanto meno descrizione di esigenze della grande committenza come nei lunghi secoli della tradizione classica.
Al contrario, è interpretazione della vita quale problema; e quindi, spunto filosofico, oltre che estetico.
Lungi dall'istante su schemi iterativi che sono pratica ricorrente di troppi conati artistici, come se il messaggio espressivo potesse essere banalizzato alla stregua di qualsivoglia "spot" promozionale.
La ricerca di questa pittrice di origine friulana e residente in Conegliano Veneto, nel cui linguaggio non mancano spunti mutati da una decisiva formazione artistica veneziana degli ultimi trent'anni.